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La Favola del Biologico

Quando andiamo al mercato, o al supermercato, siamo messi di fronte a una scelta: biologico o non biologico?

I prodotti Bio sono spesso più costosi e questo ci dà l’impressione che siano stati selezionati con maggior cura e che siano più buoni e sani. Ma è davvero così?

Prodotti Cestino Biologico - Ortelia, Colto e Mangiato


Oggi vogliamo parlarvi di un articolo molto interessante pubblicato da Il Sole 24 Ore a proposito del mondo del biologico.
Ma partiamo dal principio.

E’ stato approvato alla Camera il disegno di legge 988 per l’agricoltura biologica. Il testo del disegno però ha suscitato molte critiche, in particolare quelle di tanti membri della comunità scientifica italiana. Per questo motivo, il 9 gennaio è stato inviato un documento che ha raccolto le firme di oltre 400 docenti e ricercatori che chiedono il ritiro di questo ddl.

Elena Cattaneo - Il Sole 24 Ore - Ortelia


A tale proposito è stata intervistata Elena Cattaneo, docente all’università di Milano e senatrice a vita, che ha definito il biologico come “ favola “, spiegando le ragioni di coloro che richiedono la modifica di questo nuovo provvedimento.
La Cattaneo, come coloro che hanno firmato il documento, sostiene che le informazioni che abbiamo sul biologico ci raccontino una vera e propria favola. Nel pensiero comune infatti, il biologico è garanzia di prodotti più sani perché privi di trattamenti chimici. E’ proprio questa attenzione per la qualità il motivo per cui il prezzo dei prodotti bio è superiore rispetto a quelli degli alimenti che non possono vantare di questa dicitura.
Ma esistono prove scientifiche che attestano che la storia sia effettivamente così?
Chi ha firmato il documento risponde che non ci sono documenti a sostegno di queste tesi, anzi, sembra invece che la situazione sia molto più complessa.
La Cattaneo spiega:
"Le analisi dicono che i prodotti biologici non sono qualitativamente migliori e che il bio su larga scala è insostenibile in quanto per le principali colture produce fino al 50% in meno, richiedendo il doppio della terra. Per convertire il mondo
a biologico quindi dovremmo rendere coltivabili altre centinaia di milioni di ettari sottraendoli a foreste e praterie."


Inoltre, la senatrice insiste sul fatto che questo disegno gravi su tutti quei produttori che hanno investito in modi differenti ed efficaci per garantire prodotti sani: “ La “favola” del “naturale=buono” ha contribuito, poi, ad etichettare come “inquinatori del pianeta” oltre un milione di imprenditori agricoli che si affidano ogni giorno alle migliori tecnologie disponibili per garantire al consumatore prodotti sani e sicuri, all'ambiente il metodo che inquina meno e a sé stessi la soluzione più efficiente in termini di resa. Sono le stesse associazioni e lobby del “biologico di massa” a muovere accuse che non reggono a un'analisi scientifica…Si disconosce, di fatto, quel 97% dell'agricoltura che rende unici i nostri prodotti Dop, tutela l'ambiente con l'innovazione e garantisce cibo accessibile e di qualità a tutti. Il ddl arriva perfino a prevedere finanziamenti solo per linee di ricerca
specifiche per il biologico, anziché promuovere la ricerca in agricoltura tout court, quanto mai necessaria per capire quale metodo, in quale contesto, sia scientificamente migliore per efficienza, resa e difesa dell'ambiente, decidendo poi in base a questo su cosa scommettere e cosa finanziare.
Peraltro, viene ignorato completamente il sistema dei controlli, elemento che, a leggere le tante notizie sul “falso bio”, avrebbe meritato ben altra attenzione."


Insomma, il dibattito sul biologico continua ed è importante rimanere informati perché quello che mangiamo è il principale ingrediente della nostra salute.

 

Fonte: Il Sole 24 Ore